Aumentano i sinistri nautici

Il mare resta meraviglioso, ma non perdona distrazioni. Il bilancio dei sinistri nautici 2025 racconta un anno in cui la navigazione continua ad essere il momento più delicato per armatori ed equipaggi, mentre nuove criticità tra incendi e fenomeni atmosferici impongono una riflessione più ampia sulla sicurezza.

Secondo l’analisi di Stb Italia, nel 2025 sono stati registrati 435 eventi complessivi, in lieve aumento rispetto ai 428 del 2024 e ai 399 del 2023. Se allarghiamo lo sguardo al 2021, il salto è ancora più evidente: +67 casi in quattro anni, pari a circa il 18% in più. Non un’esplosione improvvisa, ma una crescita strutturale che segnala un settore sempre più dinamico e quindi più esposto.

Incagli e collisioni: quasi il 60% dei sinistri

La fotografia è chiara: gli incagli e gli urti in navigazione restano la prima causa di sinistro con 131 episodi, circa il 30% del totale. Un dato che, sebbene in lieve crescita rispetto ai 126 del 2024, conferma come la fase dinamica, ovvero ingresso in porto, passaggi costieri e manovre ravvicinate, sia il vero banco di prova per la sicurezza.

Subito dietro troviamo le collisioni, 126 casi, sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Il confronto con il 2021 (153 episodi) racconta però un calo nel medio periodo, segno che qualcosa in termini di consapevolezza o tecnologia di supporto alla navigazione sta funzionando. Eppure, insieme, queste due categorie concentrano quasi il 60% dei sinistri. Il mare aperto, le rotte affollate e le manovre restano il cuore del problema.
Meteo e fenomeni atmosferici: andamento altalenante

Il capitolo legato al maltempo mostra un andamento più sfumato. I danni scendono a 47 casi, in calo rispetto ai 57 del 2024 e molto lontani dagli 88 del 2022. Tuttavia, il dato resta più che doppio rispetto ai 22 eventi del 2021. Il meteo, insomma, alterna stagioni più tranquille a picchi severi, ma rimane una variabile determinante.

Diverso il discorso per i fulmini, che salgono a 21 casi dai 17 dell’anno precedente e dagli 8 del 2023. Un aumento costante che non può essere ignorato. Le imbarcazioni moderne sono sempre più sofisticate e ricche di elettronica: radar, MFD, sistemi di comunicazione, gestione energetica. Una scarica atmosferica oggi non danneggia solo un albero, ma un intero ecosistema tecnologico.

Il campanello d’allarme: incendi quintuplicati

Il dato che più colpisce gli addetti ai lavori è quello degli incendi, passati da 4 a 20 casi in un solo anno. Un aumento netto, che nel confronto storico diventa ancora più evidente: erano 2 nel 2023, appena 1 nel 2021. Non si tratta solo di episodi in navigazione. Diversi incendi si sono sviluppati anche in cantiere, durante lavorazioni o manutenzioni. Il tema, quindi, si allarga: impianti elettrici, batterie, sistemi ibridi, procedure di sicurezza a terra. L’evoluzione tecnologica delle barche porta con sé nuovi livelli di complessità che richiedono controlli più rigorosi.

Danni motore e affondamenti in calo

Non tutto, però, va nella direzione dell’aumento del rischio. I danni motore scendono a 17 casi, in calo rispetto ai 24 del 2024 e ai 26 del 2021. Un segnale positivo, che potrebbe riflettere una maggiore attenzione alla manutenzione preventiva o un miglioramento dell’affidabilità meccanica. Anche affondamenti e allagamenti diminuiscono, fermandosi a 9 episodi contro i 13 dell’anno precedente. Un dato contenuto, che indica una certa stabilità nelle problematiche strutturali.

Manovre e traffico nei marina

Tra le voci che mostrano una crescita costante nel lungo periodo figurano gli urti in banchina, saliti a 34 episodi (erano 17 nel 2021). Il traffico sempre più intenso nei marina e gli spazi di manovra ridotti contribuiscono ad aumentare il rischio nelle fasi di ormeggio. I furti restano marginali (6 casi), mentre i danni avvenuti in cantiere o durante il trasporto tornano a comparire con 3 episodi dopo lo zero del 2024. La categoria “altro” scende a 21 eventi, segno che le principali cause di sinistro sono ormai ben definite e riconoscibili.

Un mare che cambia

Il quadro che emerge non è quello di un settore in crisi, ma di una nautica in trasformazione. Più traffico, più tecnologia, più esposizione a fenomeni climatici intensi. La composizione del rischio cambia: meno problemi strutturali, più criticità legate a condotta di navigazione, impianti e ambiente. Per gli appassionati e per gli operatori del settore, il messaggio è chiaro: il mare richiede competenza, aggiornamento e cultura della prevenzione.

di Ludovica Palì
Grazie a Daily Nautica