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Nautor’s Swan la Rolls Royce del mare

14 ago 2011 Cantieri Daniele

Questo nomignolo esclusivo è riservato alle meravigliose barche a vela costruite dal cantiere finlandese Nautor’s Swan.Tutti nel mondo le conoscono e tutti sanno che possederne una è considerato esclusivo.

Dai modelli più vecchi disegnati da Sparkman & Stephens, a quelli più moderni firmati da German Frers, gli Swan sono tutti esemplari che hanno in comune caratteristiche come  bellezza, solidità, eleganza e marinità.

Eppure la Nautor è un cantiere “normale” che costruisce le sue barche in serie e che produce modelli nuovi ormai da più di 40 anni.

Qual’è allora il segreto di questo marchio?

Premesso che nel tempo anche la Nautor ha vissuto momenti difficili, possiamo affermare che la produzione invece non ha mai subito conseguenze qualitative. Tutte le loro barche sono sempre state curate nello stesso modo e cioè ai massimi livelli, non è mai uscita infatti dalla Nautor una barca “riuscita male” e questo probabilmente è parte del “segreto”.

Evidentemente gli armatori Swan hanno apprezzato questa politica e dimostrando fiducia verso il Cantiere gli hanno permesso via via di superare le difficoltà incontrate.

Certo bisogna dire che uno Swan costa molto, è sempre costato più di ogni altra barca di serie, spesso anche due o tre volte più dei suoi simili. Ma proprio per questo Swan non è mai scesa a compromessi e ha messo in mare solo barche di altissima qualità. 

La storia del cantiere Nautor’s Swan ha inizio nel 1966, quando Pekka Koskenkylä, il suo fondatore, realizzò il primo yacht a vela di 10 mt. realizzato in vtr. Il primo Swan, un 36 piedi, fu consegnato nella primavera del 1967 a un armatore inglese che subito vinse una serie di importanti regate, imponendo il nome Swan all’attenzione del pubblico.

La risposta di Swan fu la produzione prima di un nuovo 37 piedi e poi di un 41 piedi, sempre più performanti, sempre più modellati sulle richieste degli armatori per un’imbarcazione raffinata, elegante ma soprattutto veloce, capace di conquistarsi i primi posti nelle classifiche.

Poco prima del Natale del ’69 il cantiere Nautor subì un grave incendio che danneggiò e rese inutilizzabili gran parte degli scafi in costruzione, obbligando il fondatore a vendere una consistente parte di quote azionare per poter rifinanziare l’azienda. La determinazione e la fiducia di Swan fu premiata con una continua richiesta di imbarcazioni sempre più grandi, fino alla produzione del primo Swan 55, che segnò l’entrata di Nautor nel mercato nel quale oggi primeggia: gli yacht di lusso dagli interni impeccabili, marini e facili da condurre. La costante crescita dell’azienda fu accompagnata dai continui successi sui campi da regata in tutto il mondo, fra cui spiccano le vittorie di Sayula II, uno Swan 65 ketch di serie, nella prima Whitbread Round the World Race del 1973-1974. Il progetto di questo yacht si rivelò vincente anche in seguito, durante la seconda edizione della Withbread che ebbe vita negli anni 77/78 e che vide gli Swan 65 arrivare al 2°,4° e 5° posto.

Nautor’s Swan fece un nuovo giro di boa nel 1979 con l’arrivo del designe German Frers, che proseguì con arte e maestrìa la linea di tendenza basata sull’equilibrio fra imbarcazioni veloci, in grado di affrontare qulasiasi campo da regata, e comode, capaci di portare sui quei campi di regata con divertimento e sicurezza una famiglia. 

La storia arriva ai giorni nostri dove dopo l’acquisizione di Nautor’s da parte del gruppo capeggiato da Leonardo Ferragamo nel 1998, il cantiere è entrato ancora una volta in una nuova era.

Un nuovo, innovativo cantiere hi-tech, capace di ospitare yacht in costruzione di lunghezza superiore ai 100 piedi è il  risultato di una abile collaborazione fra il comune di Jacobstad e Nautor’s, e nel 2004 è stato avviato Nautor’s Swan Custom, la sezione dedicata agli yacht su misura.

Ad oggi è interessante rilevare che sono stati prodotti circa 1900 Swan di cui la maggiorparte è ancora tranquillamente e allegramente in giro per i mari di tutto il mondo. 

Quello che colpisce immediatamente quando si visita uno Swan è la qualità dei materiali impiegati, il colpo d’occhio non inganna e anche dalla banchina è facile valutare come le attrezzature di coperta siano sempre ben dimensionate, il gelcoat sia di ottima qualità, il teak quando presente di ottima finitura. Prima ancora di salirci si ha l’impressione che la barca stia sull’acqua meglio di altre…

 Gli interni si differenziano a seconda dell’epoca di appartenenza e seppure tutti di robusta fattura quelli più anziani sono effettivamente molto spartani e poco luminosi. Spesso con motori poco potenti e attrezzature di coperta molto ingombranti possiamo affermare che questi modelli per navigare i nostri mari, per poche miglia come spesso accade, non siano proprio l’ideale.

I modelli più recenti, disegnati da Frers, invece sposano perfettamente anche le nostre esigenze mediterrane. Il fantastico 53’ o il più grande 59’ sono a tutti gli effetti delle barche adatte per ogni mare del mondo. Questi modelli possono vantare numerose imitazioni.

 L’impiantistica è il vero fiore all’occhiello del Cantiere, infatti oltre ad essere sempre ben accessibile e ben congeniata, a bordo di uno Swan si trova sempre il libro o addirittura i libri del proprietario dove vengono riportati esattamente tutti gli schemi e le modalità costruttive eseguite, inoltre se si interpella il Cantiere fornendo il numero di serie dell’imbarcazione si ha certezza di trovare tutto quello che serve. La grande differenza con la concorrenza è anche questo.

 Uno Swan non è esente da difetti, è chiaro, ma è possibile con certezza ripararlo e riportarlo all’antico splendore. Spesso modelli vecchi come il 65’ di S&S o il 651’ o il piccolo 38’ hanno conosciuto l’osmosi o hanno coperte in teak con migliaia di viti e tappini da rifare, motori da sbarcare, attrezzature di coperta da ottimizzare, ma ho seguito personalmente ristrutturazioni di queste barche e niente è più bello che vedere navigare uno Swan 65’ col ponte nuovo tutto rimesso a lucido. E’ garantito che l’investimento regge nel tempo, il mercato degli Swan è mondiale e difficilmente restano a lungo in vendita sul mercato dell’usato.

 

La nuova generazione merita un discorso a parte in quanto sono effettivamente cambiate le caratteristiche di produzione. Le barche hanno cambiato i dislocamenti e col carbonio sono diminuiti i pesi degli scafi, mentre prima la robustezza era associata al peso adesso è affidata ai materiali. Le nuove barche sono plananti e velocissime, il 45’ è diventata una Classe agguerrita per regate ai massimi livelli e le nuove ammiraglie superano i 100 piedi di lunghezza.

Acquistare uno Swan sia usato che nuovo rimane una scelta da intenditore.

 

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