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Barche ecologiche, veloci e leggerissime!

13 apr 2019 Articoli e news Daniele

scafo leggero

Molto interessante da seguire è lo sviluppo e la realizzazione delle imbarcazioni utilizzando materiali di origine naturale, BIO o riciclabili. Studio eseguito da un gruppo di giovani studenti del Politecnico di Torino.

Il primo prototipo ad essere costruito è stato “Eva”, uno scafo in sandwich con pelle di fibra di lino e core di balsa, mentre per la coperta e la struttura è stata usata una pelle in fibra di vetro; in entrambi le realizzazioni è stata sperimentata una resina epossidica “Super Soap”, realizzata con materie prime provenienti da prodotti riciclati e biomasse.

Dopo questa prima esperienza è stato sviluppato il prototipo “Atka”. Grazie all’utilizzo di differenti materiali, è stato ottenuto uno scafo più leggero, solido ed esteticamente piacevole, realizzato grazie ad un sandwich di balsa, fibra di vetro e basalto per le pelli, balsa per il core; anche la coperta e la struttura interna sono state rinnovate con l’impiego di compensato okumé.

La triade di barche si è chiusa “Numen”, barca realizzata in balsa, fibra di vetro, fibra di lino. Questo terzo progetto rappresenta la svolta professionale del gruppo: il prototipo di skiff è stato realizzato interamente dal team universitario. Si tratta, infatti, di una barca laboratorio “self made”, un prototipo apripista verso un campo molto vasto e complesso della vela, in cui lo studio dei materiali e soluzioni tecniche sono assolutamente innovative. Il nuovo modello è stato realizzato prestando particolare attenzione alla valutazione degli stress meccanici e alla loro distribuzione sullo scafo, al fine di effettuarne la validazione. Di conseguenza sono stati adottati nuovi materiali quali il lino, la coperta è stata prodotta in sandwich utilizzando uno stampo per ridurne il peso.

A seguito dell’ottimo risultato ottenuto da “Atka”, medaglia d’argento alla regata universitaria 1001 Vela Cup del 2018, il Polito Sailing Team ha intensificato gli sforzi per migliorare ulteriormente il progetto, ponendosi come obiettivo la realizzazione di due nuove barche che concorreranno per raggiungere il più alto gradino del podio nella competizione che si terrà a Mondello a fine Settembre. La prima barca è realizzata partendo dal progetto di Atka, modificandone principalmente i circuiti, le regolazioni, l’altezza delle terrazze. In termini di performance allo stato attuale i risultati ottenuti sono più che soddisfacenti: nelle zone più sollecitate dello scafo, la ricerca di materiali innovativi ci porta all’utilizzo di una speciale fibra di basalto dalle alte caratteristiche meccaniche che con core di balsa o PET garantisce, insieme al minimo quantitativo di fibre di vetro,uno scafo in sandwich di circa 25 kg al quale va aggiunto il peso di struttura interna e coperta (anche loro accuratamente dimensionate) per un totale di soli 50 kg.

Allo stesso modo è stato progettato un secondo prototipo con un nuovo approccio alla costruzione, prendendo spunto dallo studio del picco di performance sul range del vento valutato in base a statistiche del campo di regata negli ultimi dieci anni, è stato sviluppato un nuovo design dell’imbarcazione con nuove geometrie dello scafo che ha portato a molte innovazioni, tra le quali lo studio di ben due piani velici, come additive manufacturing e una mastra che permette di cambiare l’angolo di incidenza del timone a T .

Ci auguriamo che gli studi proseguano e di trovare presto nella pratica queste importanti innovazioni ecologiche che nulla tolgono alle performance di uno scafo.

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